League of Legends: a tre settimane dal lancio, il nuovo free-to-play è già in crisi. La decisione drastica di Riot Games

L’ultimo gioco ambientato nell’universo di League of Legends non ha nemmeno fatto in tempo a brillare ed è già alle prese con gravi difficoltà, costringendo Riot Games ad adottare misure drastiche.

Di recente, l’universo di LoL si è ampliato con un titolo completamente nuovo e molto diverso dal MOBA originale: 2XKO. Si tratta di un picchiaduro free-to-play a incontri, pensato per competere direttamente con colossi del genere come Street Fighter 6 e Tekken 8. Nonostante un comparto tecnico solido, una realizzazione curata e il forte richiamo di un brand estremamente popolare, il successo del gioco non ha raggiunto le aspettative. Questo ha spinto Riot Games a prendere una decisione tanto spiacevole quanto radicale.

Una brutta notizia per l’ultimo arrivato nell’universo di League of Legends

2XKO è stato pubblicato in versione 1.0 non molto tempo fa su PC e console. Sebbene il modello free-to-play abbia attirato numerosi giocatori al lancio, il titolo non è riuscito a mantenerne il coinvolgimento nel tempo come previsto. Riot Games afferma che il gioco abbia comunque costruito una base solida di fan appassionati, ma ciò non è sufficiente.

“Il gioco ha trovato un nucleo stabile di giocatori dedicati, ma la trazione complessiva non ha raggiunto il livello necessario per sostenere a lungo termine un team di queste dimensioni”, ha dichiarato Tom Cannon, produttore esecutivo di 2XKO, a nome dell’editore di League of Legends.

Cannon ha inoltre precisato che “questa non è una valutazione sul lavoro svolto dai singoli dipendenti di Riot Games, né significa che l’avventura sia giunta al termine”. Tuttavia, come ormai noto, Riot Games ha licenziato circa 80 dipendenti coinvolti a vario titolo nello sviluppo del gioco. Una decisione dolorosa ma ritenuta necessaria, secondo Cannon, per “garantire un futuro più sostenibile a 2XKO”.

2XKO in difficoltà: misure necessarie secondo Riot Games

I dipendenti colpiti dai licenziamenti non verranno però lasciati senza alcun supporto. Riot Games ha dichiarato di volerli ricollocare internamente su altri progetti, laddove possibile. Per chi non potesse o non volesse accettare questo cambiamento, è previsto un periodo di preavviso retribuito di almeno sei mesi e, quando applicabile, un’indennità di licenziamento.

Questo approccio, il più possibile “morbido”, è stato però messo in ombra dalle dichiarazioni di Patrick Miller, ex dipendente di Riot Games per oltre 12 anni — di cui 10 dedicati a 2XKO — che su Bluesky ha affermato di essere stato licenziato con un preavviso di appena 30 minuti.

Al di là delle modalità con cui vengono gestiti, che si tratti dei creatori di League of Legends o di altre realtà del settore, i licenziamenti di massa non sono mai una buona notizia, né per i lavoratori coinvolti né per l’industria videoludica nel suo complesso. Il settore continua a faticare nel trovare un equilibrio che eviti il ricorso ai tagli del personale alla prima difficoltà, rendendo questa situazione particolarmente preoccupante.

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